Il giapponese è una lingua affascinante, logica e ricca di sfumature culturali. Tuttavia, per chi è abituato alle lingue europee, una delle prime sorprese riguarda la formazione del plurale: in giapponese, non esiste una forma plurale nel senso tradizionale.
Mentre in italiano o in inglese basta cambiare la desinenza o aggiungere una “-s”, il giapponese funziona in modo completamente diverso. In questo articolo scopriremo come si esprime il concetto di pluralità in giapponese, quali sono le eccezioni e i casi particolari, e alcuni consigli pratici per evitare gli errori più comuni.
1. Il plurale in giapponese: una premessa importante
In giapponese, i sostantivi non cambiano forma
per indicare il numero.
La stessa parola può significare sia
“una cosa” che “più cose”, a seconda del contesto.
Esempi:
本 (hon) = libro / libri
学生 (gakusei) = studente / studenti
猫 (neko) = gatto / gatti
👉 La lingua giapponese non distingue formalmente tra singolare e plurale: è il contesto, il numero o la logica della frase a indicare la quantità.
2. Come si indica il plurale in giapponese
Anche se i sostantivi non cambiano, il giapponese dispone di
diversi modi per indicare che si parla di più oggetti o
persone.
Le strategie più comuni sono:
Aggiungere numeri e contatori (助数詞 – josūshi)
Usare parole che implicano pluralità, come “tutti”, “alcuni”, “molti”
Applicare suffissi specifici per i plurali delle persone
Vediamoli uno per uno.
3. Plurale con numeri e contatori
Il sistema dei contatori è essenziale per
comprendere il plurale in giapponese.
Ogni categoria di oggetti,
animali o persone ha un contatore specifico, che si
usa insieme ai numeri.
Esempi:
本を一冊読みました (hon o issatsu yomimashita) = Ho letto un libro
本を三冊買いました (hon o sansatsu kaimashita) = Ho comprato tre libri
猫が二匹います (neko ga nihiki imasu) = Ci sono due gatti
学生が五人います (gakusei ga gonin imasu) = Ci sono cinque studenti
👉 Il contatore (come -satsu per i libri, -hiki
per gli animali, -nin per le persone) è ciò che indica la
quantità.
Il sostantivo resta invariato.
4. Plurale con parole che esprimono quantità o totalità
Il giapponese usa anche parole che aggiungono un’idea di
pluralità.
Alcune delle più comuni sono:
Parola | Significato | Esempio |
|---|---|---|
みんな (minna) | tutti | みんなが来ました – Sono venuti tutti |
たくさん (takusan) | molti | たくさんの人がいます – Ci sono molte persone |
いくつか (ikutsuka) | alcuni | いくつかの質問があります – Ci sono alcune domande |
全部 (zenbu) | tutto / tutti | 全部わかりました – Ho capito tutto |
👉 Queste parole permettono di rendere chiara la pluralità senza modificare la parola principale.
5. Plurale con suffissi specifici (per persone)
Il giapponese usa alcuni suffissi per formare plurali di nomi propri e pronomi personali, ma solo quando si parla di persone.
I più usati sono:
〜たち (-tachi) – forma generica per persone
〜ら (-ra) – simile, ma più colloquiale
〜方 (-gata) – forma cortese e rispettosa
Esempi:
私たち (watashitachi) = noi
あなたたち (anatatachi) = voi
子どもたち (kodomotachi) = bambini
彼ら (karera) = loro (maschile o misto)
先生方 (senseigata) = insegnanti (forma rispettosa)
👉 Questi suffissi si applicano solo a persone o esseri
umani.
Non si usano con oggetti o animali (non si dice
❌ neko-tachi in contesti formali, tranne in senso
affettivo o poetico).
6. Quando il plurale è implicito
In molte frasi giapponesi, il plurale è implicito dal
contesto e non c’è bisogno di specificarlo.
Il
giapponese tende a non ripetere informazioni ovvie.
Esempio:
学生が来ました (gakusei ga kimashita) = È arrivato / Sono arrivati gli studenti
→ Se il contesto indica più persone, il plurale è già chiaro.猫がいます (neko ga imasu) = C’è un gatto / Ci sono gatti
→ Nessun bisogno di cambiare la parola.
👉 Il contesto e la situazione determinano automaticamente se l’interlocutore capirà il singolare o il plurale.
7. Eccezioni e casi particolari
Sebbene il giapponese sia coerente nella sua semplicità, esistono alcuni casi particolari:
Uso affettivo o poetico di -tachi o -ra per animali
In contesti informali o letterari, si può dire neko-tachi (i gatti) per dare un tono affettuoso o narrativo.
Esempio: 子猫たちは遊んでいます (koneko-tachi wa asondeimasu) – I gattini stanno giocando.Parole collettive
Alcuni sostantivi sono intrinsecamente collettivi, quindi già implicano pluralità.
Esempi:人々 (hitobito) = persone
時々 (tokidoki) = a volte (letteralmente “tempi, tempi”)
山々 (yamayama) = montagne
Plurali formati per raddoppiamento
Alcuni nomi possono diventare plurali raddoppiando il kanji (spesso con il segno 々).
Esempio: 山 (montagna) → 山々 (montagne)
👉 Questi casi non seguono una regola rigida ma sono comuni nella lingua scritta e nel parlato quotidiano.
8. Trucchi e curiosità sulla pluralità in giapponese
Il giapponese privilegia il significato sul numero.
Il contesto è più importante della forma grammaticale. L’ambiguità è spesso intenzionale e considerata naturale.I contatori sono la chiave.
Impararli è più utile che cercare di “inventare” plurali.
Ad esempio: ippon (一本) = una penna, nihon (二本) = due penne, sanbon (三本) = tre penne.Il plurale riflette la cultura giapponese.
La lingua tende all’essenzialità e all’implicito: non si dice ciò che è già evidente.Attenzione all’uso di -tachi nei dialoghi.
Dire anata-tachi (voi) può suonare freddo o poco naturale in alcune situazioni. Spesso si evita e si lascia il soggetto implicito.
9. Errori comuni da evitare
❌ Usare -tachi per oggetti → hon-tachi non esiste.
❌ Tradurre letteralmente i plurali europei → in giapponese il numero è spesso implicito.
❌ Dimenticare il contatore corretto → ogni categoria ha il suo (es. -nin per persone, -hiki per animali, -mai per oggetti piatti).
❌ Applicare logiche italiane → la lingua giapponese non distingue “uno” da “molti” in modo grammaticale.
👉 L’approccio migliore è accettare la logica del giapponese, senza forzarlo nei nostri schemi grammaticali.
10. Conclusione: semplicità e contesto, le chiavi del giapponese
La formazione del plurale in giapponese riflette la filosofia
stessa della lingua: chiarezza attraverso il contesto, non la
forma.
Non servono desinenze, non ci sono eccezioni
infinite: basta osservare la frase, il tono e la situazione per
capire se si parla di uno o di molti.
Per chi studia il giapponese, questo approccio può sembrare
insolito, ma è anche uno degli aspetti più affascinanti e intuitivi
della lingua.
Con la pratica quotidiana e l’ascolto dei
madrelingua, il concetto di pluralità diventa naturale e automatico.
📞 Vuoi imparare il giapponese con insegnanti madrelingua e un metodo pratico e personalizzato?
Contatta la nostra Scuola di Lingue a Milano: offriamo corsi di giapponese individuali, di gruppo e online, per studenti, adulti e aziende in tutta Italia.
Prenota una lezione di prova gratuita e scopri quanto può essere interessante imparare il giapponese!
❓ FAQ – Formazione del plurale in giapponese
1. Esiste il plurale in giapponese?
Non nel
senso tradizionale: i sostantivi restano invariati. Il numero è
indicato dal contesto, dai numeri o dai contatori.
2. Quando si usa il suffisso -tachi?
Solo
con persone (es. watashitachi = noi) o, in rari casi, con
animali in contesti affettivi.
3. Come si indica “molti” in giapponese?
Con
parole come takusan (molti) o minna (tutti):
takusan no hon = molti libri.
4. I contatori sono obbligatori?
Sì, quando
si usa un numero: in giapponese non si può dire “tre libri”
senza il contatore -satsu → san-satsu no hon.
5. Perché non esiste una forma plurale in
giapponese?
Perché la lingua si basa sul contesto e
sulla chiarezza semantica, non sulla flessione grammaticale. È una
scelta naturale e culturale, non una mancanza.




