Chi
studia il giapponese lo scopre presto: questa lingua non usa le
preposizioni nel senso classico delle lingue europee.
Eppure,
esistono parole e particelle che svolgono la stessa funzione,
collegando elementi nella frase e indicando relazioni di
luogo, tempo, direzione e mezzo.
In questa guida vedremo le principali “preposizioni” del giapponese, come usarle correttamente e come evitarne gli errori più comuni, con esempi pratici e spiegazioni semplici.
Cosa sono le “preposizioni” in giapponese
In giapponese non esistono vere e proprie preposizioni.
Il
loro ruolo è svolto dalle particelle (助詞
– joshi): piccole parole che si posizionano
dopo il nome o il verbo e che ne indicano la
funzione grammaticale.
Esempio:
学校に行きます (Gakkō ni ikimasu) → Vado a scuola.
Qui la particella に (ni) funziona come la nostra preposizione “a”.
👉 Le particelle giapponesi sono dunque postposizionali: seguono il termine a cui si riferiscono, non lo precedono.
Le particelle che equivalgono alle preposizioni più comuni
Vediamo ora le principali particelle giapponesi che corrispondono alle nostre preposizioni semplici, con i loro usi più importanti.
に (ni) – a, in, verso, su
È una delle particelle più versatili del giapponese.
Serve
per indicare direzione, luogo, tempo o obiettivo dell’azione.
Esempi:
学校に行きます (Gakkō ni ikimasu) → Vado a scuola.
テーブルに本があります (Tēburu ni hon ga arimasu) → C’è un libro sul tavolo.
七時に起きます (Shichiji ni okimasu) → Mi sveglio alle sette.
👉 Ni si usa anche per il complemento di
termine:
彼に手紙を書きます
(Kare ni tegami o kakimasu) → Scrivo una
lettera a lui.
へ (e) – verso, in direzione di
Molto simile a ni, ma più generica: indica direzione o movimento, senza sottolineare la destinazione precisa.
Esempi:
日本へ行きたいです (Nihon e ikitai desu) → Voglio andare in Giappone.
家へ帰ります (Ie e kaerimasu) → Torno verso casa.
👉 Nella lingua parlata, へ e に sono spesso intercambiabili, ma へ enfatizza il moto a luogo, non l’arrivo.
で (de) – in, a, con, mediante
Indica luogo dell’azione, mezzo
o strumento.
È una delle particelle più
importanti e frequenti del giapponese.
Esempi:
学校で勉強します (Gakkō de benkyō shimasu) → Studio a scuola.
バスで行きます (Basu de ikimasu) → Vado in autobus.
はしで食べます (Hashi de tabemasu) → Mangio con le bacchette.
👉 Attenzione alla differenza:
に indica dove qualcosa esiste o accade.
で indica dove si compie un’azione.
と (to) – con, e
Serve per indicare compagnia o unione, ma anche per elencare elementi (“e”).
Esempi:
友だちと映画を見ます (Tomodachi to eiga o mimasu) → Guardo un film con un amico.
パンとコーヒーを食べます (Pan to kōhī o tabemasu) → Mangio pane e bevo caffè.
👉 Si usa anche in costruzioni come:
彼と話します
(Kare to hanashimasu) → Parlo con lui.
から (kara) – da, da quando
Indica origine o punto di partenza, nel tempo o nello spazio.
Esempi:
東京から来ました (Tōkyō kara kimashita) → Sono venuto da Tokyo.
九時から働きます (Kuji kara hatarakimasu) → Lavoro dalle nove.
👉 Si combina spesso con まで
(made) per dire “da… a…”:
九時から五時まで
(Kuji kara goji made) → Dalle 9 alle 17.
まで (made) – fino a, fino a quando
Indica limite o termine di un’azione.
Esempi:
駅まで歩きます (Eki made arukimasu) → Cammino fino alla stazione.
七時まで勉強します (Shichiji made benkyō shimasu) → Studio fino alle sette.
👉 Kara… made è una delle combinazioni più usate nel giapponese quotidiano.
の (no) – di, appartenente a
È la particella del possesso o della
relazione.
Funziona come la nostra “di”.
Esempi:
私の本 (Watashi no hon) → Il mio libro.
日本の文化 (Nihon no bunka) → La cultura del Giappone.
👉 No serve anche per unire due nomi in rapporto
logico:
東京の大学
(Tōkyō no daigaku) → L’università di
Tokyo.
で (de) – per mezzo di, a causa di
Oltre al luogo, de può indicare causa o strumento.
Esempi:
病気で会社を休みました (Byōki de kaisha o yasumimashita) → Sono rimasto a casa per malattia.
インターネットで調べます (Intānetto de shirabemasu) → Cerco su internet.
👉 È una particella molto flessibile: in base al contesto può cambiare leggermente significato.
より (yori) – da, rispetto a
Usata nei confronti o per indicare punto di riferimento.
Esempi:
東京は大阪より大きいです (Tōkyō wa Ōsaka yori ōkii desu) → Tokyo è più grande di Osaka.
ここより向こうが静かです (Koko yori mukō ga shizuka desu) → È più tranquillo là che qui.
👉 In frasi comparative, yori svolge la funzione del nostro “di” o “rispetto a”.
Riassunto delle principali “preposizioni” giapponesi
Particella |
Significato principale |
Esempio |
Traduzione |
|---|---|---|---|
に (ni) |
a, in, su |
学校に行く |
andare a scuola |
へ (e) |
verso |
日本へ行く |
andare verso il Giappone |
で (de) |
in, con, a |
家で食べる |
mangiare a casa |
と (to) |
con, e |
友だちと話す |
parlare con un amico |
から (kara) |
da |
家から出る |
uscire da casa |
まで (made) |
fino a |
駅まで歩く |
camminare fino alla stazione |
の (no) |
di, appartenente a |
日本の車 |
auto giapponese |
より (yori) |
rispetto a, da |
東京より大きい |
più grande di Tokyo |
Errori comuni da evitare
❌ Confondere ni e de: il primo indica il luogo dove qualcosa è o si dirige, il secondo dove accade un’azione.
❌ Usare e e ni in modo identico: e indica direzione, ni destinazione.
❌ Dimenticare che le particelle seguono sempre il nome, mai prima.
❌ Tradurre troppo letteralmente dall’italiano: nel giapponese il senso della relazione è espresso dal contesto, non da una singola parola.
👉 Un buon metodo è memorizzare le particelle insieme ai verbi con cui si usano di più.
Consigli pratici per imparare le particelle giapponesi
Studia con esempi reali. Le frasi quotidiane aiutano a capire la funzione di ogni particella.
Associa immagine e funzione. Visualizza le relazioni spaziali (es. “da–a”, “in–su”, “con”).
Fai esercizi di completamento. Sono ottimi per fissare ni, de, kara, made.
Ascolta molto giapponese parlato. Film, anime o podcast sono ricchi di esempi naturali.
Scrivi brevi frasi ogni giorno. Ripetere e applicare rafforza la memoria grammaticale.
Curiosità linguistiche
La distinzione tra に e で è una delle prime difficoltà per chi studia giapponese, ma anche una delle più significative per capire come il giapponese percepisce le azioni nello spazio.
Alcune particelle derivano da parole più antiche che in origine avevano significato concreto, come から (“guscio, origine”).
Nella lingua parlata, certe particelle vengono spesso omesse se il contesto è chiaro, soprattutto in conversazioni informali.
👉 Studiare le particelle è come imparare la struttura logica del giapponese: una volta capita, tutto il resto diventa più naturale.
Conclusione: semplicità apparente, logica profonda
Le preposizioni semplici in giapponese, o meglio
le particelle, sono la base della grammatica.
All’inizio
possono sembrare difficili perché non hanno un corrispettivo diretto
in italiano, ma con la pratica diventano intuitive.
Capire に,
で,
と,
から e
まで significa
capire come il giapponese costruisce il senso delle frasi:
con precisione, ordine e logica.
E quando queste piccole parole
diventano automatiche, parlare giapponese diventa molto più fluido.
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❓ FAQ – Preposizioni semplici in giapponese
Il giapponese ha preposizioni come l’italiano?
Non
esattamente. Usa particelle (助詞)
che svolgono la stessa funzione, ma si mettono dopo il nome.
Qual è la differenza tra に
e で?
に
indica luogo o destinazione, で
il luogo dell’azione o lo strumento con cui qualcosa
si fa.
Come si dice “da… a…” in giapponese?
Si
usa から…まで:
東京から大阪まで (da
Tokyo a Osaka).
Posso omettere le particelle?
Solo nel
parlato informale, se il significato è chiaro dal contesto. Nella
lingua scritta vanno sempre usate.
Come posso impararle più facilmente?
Attraverso
la pratica quotidiana: ascolto, lettura e scrittura. Le particelle
diventano intuitive con l’uso costante.



