I pronomi diretti e indiretti in giapponese non funzionano come in italiano. Forme come “lo”, “la”, “gli” e “le” non vengono normalmente tradotte con pronomi specifici: la funzione del complemento viene indicata soprattutto attraverso particelle come を (o) e に (ni).

Inoltre, il giapponese tende a omettere soggetti e complementi quando sono già chiari dal contesto. Per costruire frasi corrette è quindi più importante capire la funzione delle particelle che cercare una traduzione letterale dei pronomi italiani.

Qual è la differenza tra complemento diretto e indiretto?

Il complemento diretto indica la persona o la cosa che riceve direttamente l’azione del verbo.

In italiano:

Leggo il documento → Lo leggo

In giapponese:

資料を読みます。
Shiryō o yomimasu.
Leggo il documento.

La particella を indica che 資料 (shiryō, “documento”) è il complemento oggetto diretto.

Se il documento è già noto, può essere semplicemente omesso:

読みます。
Yomimasu.
Lo leggo.

Il complemento indiretto indica invece, per esempio, la persona a cui si dà, si invia o si dice qualcosa.

田中さんにメールを送ります。
Tanaka-san ni mēru o okurimasu.
Invio un’email al signor Tanaka.

In questa frase:

  • 田中さんに indica la persona destinataria;

  • メールを indica ciò che viene inviato.

Esistono pronomi diretti e indiretti in giapponese?

Il giapponese possiede pronomi personali, ma non presenta serie separate equivalenti agli italiani “lo”, “la”, “gli” o “le”.

I principali pronomi personali sono:

Italiano

Giapponese

Rōmaji

io

私

watashi

tu

あなた

anata

lui

彼

kare

lei

彼女

kanojo

noi

私たち

watashitachi

voi

あなたたち

anatatachi

loro

彼ら

karera

La stessa parola può assumere funzioni diverse in base alla particella:

彼を知っています。
Kare o shitte imasu.
Lo conosco.

彼に話します。
Kare ni hanashimasu.
Parlo a lui.

彼と話します。
Kare to hanashimasu.
Parlo con lui.

Il pronome 彼 non cambia forma. Sono le particelle を, に e と a specificare la sua funzione.

Come si esprime il complemento diretto con を?

La particella を, pronunciata normalmente o, indica il complemento oggetto diretto.

La struttura fondamentale è:

soggetto + complemento diretto + を + verbo

Esempi:

本を読みます。
Hon o yomimasu.
Leggo un libro.

同僚を待ちます。
Dōryō o machimasu.
Aspetto il collega.

彼女を知っています。
Kanojo o shitte imasu.
La conosco.

先生を呼びます。
Sensei o yobimasu.
Chiamo l’insegnante.

In italiano il pronome diretto si trova spesso prima del verbo: “lo conosco”. In giapponese, quando il complemento viene espresso, si trova normalmente prima della particella を e del verbo:

彼を知っています。
Letteralmente: “Lui – oggetto – conosco”.

Chi desidera esercitarsi nell’ordine delle parole e nell’uso delle particelle può approfondire questi argomenti attraverso dei corsi di giapponese a Milano, disponibili individualmente o in gruppo, online o in presenza.

Quando il complemento diretto può essere omesso?

In giapponese è molto comune omettere una persona o una cosa già conosciuta dagli interlocutori.

Domanda:

この本を読みましたか。
Kono hon o yomimashita ka?
Hai letto questo libro?

Risposta completa:

はい、この本を読みました。
Hai, kono hon o yomimashita.
Sì, ho letto questo libro.

Risposta più naturale:

はい、読みました。
Hai, yomimashita.
Sì, l’ho letto.

Non è necessario aggiungere un pronome equivalente a “lo”, perché il riferimento al libro è già chiaro.

L’omissione è frequente anche con le persone:

田中さんを知っていますか。
Tanaka-san o shitte imasu ka?
Conosci il signor Tanaka?

はい、知っています。
Hai, shitte imasu.
Sì, lo conosco.

Come si esprime il complemento indiretto con に?

La particella に (ni) può indicare la persona destinataria di un’azione.

Si usa frequentemente con verbi come:

  • あげる (ageru): dare;

  • 送る (okuru): inviare;

  • 見せる (miseru): mostrare;

  • 話す (hanasu): parlare;

  • 電話する (denwa suru): telefonare;

  • 教える (oshieru): insegnare o comunicare.

Esempi:

彼に本をあげます。
Kare ni hon o agemasu.
Gli do un libro.

彼女にメールを送ります。
Kanojo ni mēru o okurimasu.
Le invio un’email.

先生に質問します。
Sensei ni shitsumon shimasu.
Faccio una domanda all’insegnante.

同僚に予定を伝えます。
Dōryō ni yotei o tsutaemasu.
Comunico il programma al collega.

La struttura tipica è:

destinatario + に + oggetto + を + verbo

Per esempio:

山田さんに資料を渡します。
Yamada-san ni shiryō o watashimasu.
Consegno il documento al signor Yamada.

Qual è la differenza tra に e と?

La particella に può indicare il destinatario di un’azione, mentre と (to) indica spesso una persona con cui si svolge un’attività.

Confrontiamo:

先生に話します。
Sensei ni hanashimasu.
Parlo all’insegnante.

先生と話します。
Sensei to hanashimasu.
Parlo con l’insegnante.

Nel primo caso l’insegnante è il destinatario della comunicazione. Nel secondo viene presentato come interlocutore con cui avviene la conversazione.

Un altro esempio:

彼に会います。
Kare ni aimasu.
Incontro lui.

彼と働きます。
Kare to hatarakimasu.
Lavoro con lui.

La scelta della particella dipende dal verbo e dal tipo di relazione espressa.

Come si usano へ e から con persone?

La particella へ, pronunciata e, indica la direzione verso cui si svolge un movimento o viene inviata una comunicazione.

彼へ手紙を書きます。
Kare e tegami o kakimasu.
Scrivo una lettera a lui.

Con il verbo “scrivere”, nella lingua quotidiana si usa spesso anche に:

彼に手紙を書きます。
Kare ni tegami o kakimasu.
Gli scrivo una lettera.

La particella から (kara) significa invece “da” e indica l’origine:

彼女からメールをもらいました。
Kanojo kara mēru o moraimashita.
Ho ricevuto un’email da lei.

Queste particelle non sono pronomi, ma permettono di esprimere rapporti che in italiano vengono spesso resi con forme come “gli”, “le”, “da lui” o “da lei”.

Perché si evitano spesso あなた, 彼 e 彼女?

Sebbene あなた, 彼 e 彼女 significhino rispettivamente “tu”, “lui” e “lei”, non vengono usati con la stessa frequenza dei pronomi italiani.

In molti contesti si preferisce:

  • omettere il pronome, se il riferimento è chiaro;

  • usare il nome della persona;

  • usare il cognome seguito da さん;

  • utilizzare un titolo professionale.

Per esempio, invece di dire:

あなたにメールを送ります。
Anata ni mēru o okurimasu.
Ti invio un’email.

Con un collega può essere più naturale dire:

田中さんにメールを送ります。
Tanaka-san ni mēru o okurimasu.
Invio un’email al signor Tanaka.

L’uso ripetuto di あなた può risultare innaturale o troppo diretto. Il contesto determina quale soluzione sia più appropriata.

Tabella riassuntiva delle principali strutture

Funzione

Particella

Esempio

Traduzione

Complemento diretto

を

彼を知っています

Lo conosco

Destinatario

に

彼に本をあげます

Gli do un libro

Persona con cui si agisce

と

彼と話します

Parlo con lui

Direzione

へ

彼へ手紙を書きます

Gli scrivo una lettera

Origine

から

彼女から聞きました

L’ho saputo da lei

Complemento omesso

nessuna particella

読みました

L’ho letto

Esempi nello studio e sul lavoro

In una situazione di studio:

先生に宿題を見せます。
Sensei ni shukudai o misemasu.
Mostro i compiti all’insegnante.

友達を手伝います。
Tomodachi o tetsudaimasu.
Aiuto un amico.

Con 手伝う (tetsudau, “aiutare”), la persona aiutata è indicata normalmente con を, anche se in italiano diciamo “aiutare qualcuno” senza percepire una distinzione particolare.

In un contesto lavorativo:

部長に報告します。
Buchō ni hōkoku shimasu.
Faccio rapporto al responsabile.

お客様に資料を送ります。
Okyaku-sama ni shiryō o okurimasu.
Invio i documenti al cliente.

同僚と会議について話します。
Dōryō to kaigi ni tsuite hanashimasu.
Parlo della riunione con un collega.

Questi esempi mostrano che la particella dipende soprattutto dalla costruzione richiesta dal verbo.

Errori comuni da evitare

Un errore frequente è cercare un pronome giapponese corrispondente a ogni “lo”, “la”, “gli” o “le” italiano. Spesso il complemento viene semplicemente omesso:

もう送りました。
Mō okurimashita.
L’ho già inviato.

Un’altra difficoltà consiste nel confondere を e に:

彼を本をあげます non è corretto.

La frase corretta è:

彼に本をあげます。
Gli do un libro.

Bisogna inoltre evitare di usare sempre あなた per tradurre “tu”. In giapponese è spesso più naturale ometterlo o sostituirlo con il nome della persona.

Infine, non tutti i verbi seguono la stessa costruzione. Si dice:

  • 人を待つ: aspettare una persona;

  • 人に会う: incontrare una persona;

  • 人と話す: parlare con una persona.

È quindi utile imparare ogni verbo insieme alla particella che richiede.

Mini esercizio

Scegli la particella corretta.

  1. “Conosco lui”:
    彼___知っています。
    a) に
    b) を
    c) と

  2. “Le invio un’email”:
    彼女___メールを送ります。
    a) に
    b) を
    c) から

  3. “Parlo con il collega”:
    同僚___話します。
    a) を
    b) に
    c) と

Soluzioni commentate

  1. b) を: 知る e la forma 知っています reggono il complemento diretto con を.

  2. a) に: に indica la persona destinataria dell’email.

  3. c) と: と indica la persona con cui si svolge la conversazione.

Domande frequenti

Esistono equivalenti giapponesi di “lo” e “la”?

Non esistono pronomi complemento usati come in italiano. Si può esprimere la persona con 彼 o 彼女 più la particella を, ma spesso il complemento viene omesso.

Come si traducono “gli” e “le”?

La persona destinataria viene spesso indicata con に: 彼に, “a lui”, e 彼女に, “a lei”.

Dove si colloca il complemento diretto?

Normalmente prima della particella を e del verbo: 資料を読みます, “leggo il documento”.

Qual è la differenza tra に e と?

に può indicare il destinatario, mentre と indica spesso la persona con cui si svolge un’azione.

È necessario usare sempre i pronomi personali?

No. In giapponese soggetti e complementi vengono spesso omessi quando sono chiari dal contesto.

Approfondire particelle e complementi in giapponese

Comprendere i complementi diretti e indiretti aiuta a costruire frasi più naturali e a scegliere correttamente particelle come を, に, と e から. Un percorso strutturato permette inoltre di imparare ogni verbo insieme alla costruzione richiesta e di evitare traduzioni troppo letterali dall’italiano.

Per ricevere informazioni sui corsi individuali o di gruppo, online o in presenza, è possibile contattare la scuola e individuare il percorso più adatto al proprio livello.