I pronomi diretti e indiretti in italiano sostituiscono nomi di persone, animali o cose giĆ  conosciuti e permettono di evitare ripetizioni. Forme come mi, ti, lo, la, gli, le, ci, vi e li sono molto frequenti nelle conversazioni quotidiane e nella comunicazione professionale.

In questa guida vedremo come distinguere i due tipi di pronome, dove collocarli nella frase e come usarli con il presente, l’infinito e il passato prossimo.

Qual ĆØ la differenza tra pronomi diretti e indiretti?

Il pronome diretto sostituisce un complemento oggetto che segue il verbo senza preposizione.

Conosco Marco.
Conosco chi? Marco.

Sostituendo il nome:

Lo conosco.

Il pronome indiretto sostituisce generalmente una persona introdotta dalla preposizione a.

Telefono a Marco.
Telefono a chi? A Marco.

Sostituendo il nome:

Gli telefono.

La distinzione principale ĆØ quindi:

  • complemento senza preposizione: pronome diretto;

  • complemento introdotto da a: pronome indiretto.

È però importante osservare il verbo, perché la costruzione italiana può essere diversa da quella usata in altre lingue.

Quali sono i pronomi diretti in italiano?

I pronomi diretti più comuni sono:

Persona

Pronome diretto

Esempio

me

mi

Marco mi chiama

te

ti

Ti aspetto

lui

lo

Lo conosco

lei

la

La vedo

noi

ci

Ci aspettano

voi

vi

Vi ascolto

loro, maschile

li

Li conosco

loro, femminile

le

Le conosco

I pronomi lo, la, li e le cambiano in base al genere e al numero del nome sostituito.

Compro il libro. → Lo compro.

Compro la rivista. → La compro.

Compro i biglietti. → Li compro.

Compro le riviste. → Le compro.

Davanti a una vocale, lo e la possono diventare l’:

Conosco Anna. → L conosco non ĆØ corretto.

La forma giusta ĆØ:

La conosco.

Con i tempi composti si usa invece:

L’ho conosciuta.

L’apostrofo compare perchĆ© il pronome precede l’ausiliare ho.

Dove si collocano i pronomi diretti?

Con un verbo coniugato, il pronome diretto viene normalmente collocato prima del verbo.

Vedo Luca ogni giorno.
Lo vedo ogni giorno.

Aspettiamo i colleghi.
Li aspettiamo.

Il responsabile chiama me.
Il responsabile mi chiama.

Nelle frasi negative la posizione non cambia:

Non lo conosco.

Non la vedo oggi.

Non li aspettiamo.

Il pronome resta quindi tra la negazione non e il verbo.

Chi desidera esercitarsi nella scelta e nella posizione di queste forme può approfondire l’argomento attraverso dei corsi di italiano per stranieri a Milano, disponibili individualmente o in gruppo, online o in presenza.

Quali sono i pronomi indiretti?

I pronomi indiretti sostituiscono generalmente a + persona.

Persona

Pronome indiretto

Esempio

a me

mi

Mi telefona

a te

ti

Ti scrivo

a lui

gli

Gli parlo

a lei

le

Le rispondo

a noi

ci

Ci spiegano tutto

a voi

vi

Vi mando un messaggio

a loro

gli / loro

Gli scrivo / Scrivo loro

Nell’italiano contemporaneo, soprattutto nella lingua parlata, gli viene spesso usato anche con valore plurale:

Ho parlato ai clienti. → Gli ho parlato.

In un registro più formale è possibile dire:

Ho parlato loro.

Per un livello A1/A2 ĆØ utile riconoscere entrambe le forme, ricordando che gli ĆØ molto comune nella comunicazione quotidiana.

Verbi frequenti con il pronome indiretto

Alcuni verbi vengono spesso costruiti con a + persona:

  • telefonare a qualcuno;

  • scrivere a qualcuno;

  • parlare a qualcuno;

  • rispondere a qualcuno;

  • chiedere qualcosa a qualcuno;

  • dare qualcosa a qualcuno;

  • mandare qualcosa a qualcuno;

  • spiegare qualcosa a qualcuno.

Esempi:

Telefono a Sara. → Le telefono.

Scrivo a Paolo. → Gli scrivo.

Spieghiamo il problema ai colleghi. → Gli spieghiamo il problema.

Il direttore manda un’email a noi. → Il direttore ci manda un’email.

I pronomi indiretti vengono normalmente collocati prima del verbo, come quelli diretti.

Come capire se usare ā€œloā€ oppure ā€œgliā€?

La scelta dipende dalla costruzione del verbo.

Con vedere, la persona ĆØ un complemento diretto:

Vedo Marco. → Lo vedo.

Con telefonare, la persona ĆØ introdotta da a:

Telefono a Marco. → Gli telefono.

Confrontiamo altri esempi:

Ascolto la cliente. → La ascolto.

Rispondo alla cliente. → Le rispondo.

Invito Paolo. → Lo invito.

Scrivo a Paolo. → Gli scrivo.

Non basta quindi osservare se il nome indica una persona. ƈ necessario capire se il verbo richiede oppure no la preposizione a.

Pronomi con l’infinito

Quando il pronome accompagna un verbo all’infinito, può unirsi alla fine del verbo. L’infinito perde la vocale finale.

Voglio chiamare Marco. → Voglio chiamarlo.

Devo vedere Anna. → Devo vederla.

Posso scrivere a Luca. → Posso scrivergli.

Dobbiamo parlare ai colleghi. → Dobbiamo parlargli.

Con verbi come potere, dovere e volere, ĆØ possibile anche collocare il pronome prima del verbo coniugato:

Lo voglio chiamare.

Gli devo scrivere.

Entrambe le posizioni sono corrette:

  • Voglio chiamarlo;

  • Lo voglio chiamare.

Pronomi diretti al passato prossimo

Al passato prossimo, il pronome viene collocato prima dell’ausiliare.

Ho visto Marco. → L’ho visto.

Ho visto Anna. → L’ho vista.

Ho comprato i documenti. → Li ho comprati.

Ho letto le email. → Le ho lette.

Con i pronomi diretti lo, la, li, le, il participio passato concorda con il genere e il numero del nome sostituito:

  • l’ho visto: maschile singolare;

  • l’ho vista: femminile singolare;

  • li ho visti: maschile plurale;

  • le ho viste: femminile plurale.

Con mi, ti, ci e vi, nella lingua comune la concordanza può dipendere dal contesto:

Maria ci ha invitati.
Rivolto a un gruppo maschile o misto.

Maria ci ha invitate.
Rivolto a un gruppo femminile.

I pronomi indiretti al passato prossimo

Anche i pronomi indiretti precedono l’ausiliare:

Ho telefonato a Paolo. → Gli ho telefonato.

Ho scritto a Marta. → Le ho scritto.

Abbiamo parlato ai clienti. → Gli abbiamo parlato.

Con i pronomi indiretti il participio passato non concorda con la persona sostituita:

Le ho scritto.

Non:

Le ho scritta.

Questa differenza aiuta anche a distinguere un pronome diretto da uno indiretto.

Pronomi diretti e indiretti insieme

In alcune frasi possono comparire due pronomi: uno indiretto e uno diretto.

Do il documento a Marco.

Sostituendo ā€œa Marcoā€:

Gli do il documento.

Sostituendo anche ā€œil documentoā€:

Glielo do.

Altri esempi:

Mando la fattura a Sara. → Gliela mando.

Spiego le regole agli studenti. → Gliele spiego.

Porti i documenti a noi? → Ce li porti?

Le combinazioni più comuni sono:

  • me lo, me la, me li, me le;

  • te lo, te la, te li, te le;

  • glielo, gliela, glieli, gliele;

  • ce lo, ce la, ce li, ce le;

  • ve lo, ve la, ve li, ve le.

Per un livello iniziale è sufficiente riconoscere queste forme negli esempi più frequenti.

Tabella riassuntiva

Funzione

Forma

Esempio

Diretto maschile singolare

lo

Lo conosco

Diretto femminile singolare

la

La vedo

Diretto maschile plurale

li

Li aspetto

Diretto femminile plurale

le

Le chiamo

Indiretto maschile singolare

gli

Gli telefono

Indiretto femminile singolare

le

Le scrivo

Indiretto plurale

gli / loro

Gli parlo / Parlo loro

Con infinito

verbo + pronome

Voglio chiamarlo

Due pronomi

forma combinata

Glielo mando

Errori comuni da evitare

Un errore frequente ĆØ confondere lo e gli:

Lo telefono non ĆØ corretto.

Si dice:

Gli telefono, perché il verbo è telefonare a qualcuno.

Al contrario:

Gli vedo non ĆØ corretto.

Si dice:

Lo vedo, perchƩ vedere qualcuno non richiede la preposizione a.

Un’altra difficoltĆ  riguarda la forma femminile:

Gli scrivo, riferito a una donna, ĆØ comune in alcune varietĆ  informali, ma nello standard ĆØ preferibile:

Le scrivo.

Bisogna inoltre fare attenzione alla posizione:

Vedo lo ogni giorno non ĆØ corretto.

La forma corretta ĆØ:

Lo vedo ogni giorno.

Mini esercizio

Scegli il pronome corretto.

  1. Conosco Maria. → ___ conosco.
    a) Le
    b) La
    c) Gli

  2. Scrivo a Paolo. → ___ scrivo.
    a) Lo
    b) Gli
    c) Li

  3. Ho visto le colleghe. → ___ ho viste.
    a) Le
    b) Gli
    c) La

Soluzioni commentate

  1. b) La: conoscere regge un complemento diretto e Maria ĆØ femminile singolare.

  2. b) Gli: scrivere a qualcuno richiede un complemento indiretto.

  3. a) Le: il pronome diretto sostituisce un nome femminile plurale e il participio concorda: viste.

Domande frequenti

Come riconoscere un pronome diretto?

Sostituisce un nome collegato direttamente al verbo, senza la preposizione a: Vedo Luca → Lo vedo.

Quando si usano ā€œgliā€ e ā€œleā€?

Gli significa normalmente ā€œa luiā€, mentre le significa ā€œa leiā€.

Dove si collocano i pronomi?

Di solito prima del verbo coniugato: Lo conosco, Gli scrivo. Con l’infinito possono unirsi al verbo: conoscerlo, scrivergli.

Il participio passato concorda sempre?

Con lo, la, li e le concorda: l’ho vista, li ho chiamati. Con i pronomi indiretti non concorda: le ho scritto.

Si può usare ā€œgliā€ per più persone?

Sì, è molto comune nella lingua parlata. In un registro formale è possibile usare anche loro dopo il verbo.

Approfondire i pronomi e la grammatica italiana

Conoscere i pronomi diretti e indiretti permette di parlare e scrivere in modo più naturale, evitando ripetizioni. Un percorso strutturato aiuta a riconoscere la costruzione dei verbi, usare correttamente il passato prossimo e comprendere le forme combinate.

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